Come nei più classici film di spionaggio, anche nel mondo dell’informatica esistono delle agenzie apposite, costantemente a lavoro per carpire informazioni segretissime, o quasi, sulle nuove tecnologie in fase di elaborazione, per poi rivenderle alle aziende concorrenti. In questo caso le notizie vengono “prelevate” dai documenti di trasporto.
Solitamente questo genere di “prelievi” non è molto difficile da compiere, in quanto le aziende stesse quasi mai si preoccupano di proteggere questi dati. C’è da dire però che agenzie come Trade Privacy non nascono solo con l’intento di depredare le “ignare” aziende, ma anche di salvaguardarle. Possono essere “assunti”, infatti, sia per essere messi a conoscenza dei segreti altrui che per nascondere i propri.
Proprio Trade Privacy ha dichiarato che Apple, in previsione del lancio dell’iPad di marzo, ha protetto le sue “Bill of lading” (anche dette BOL,or B/L, ovvero i documenti rilasciati dal vettore) per impedirne l’accesso al pubblico.
“Apple è l’unica grande azienda di prodotti elettronici finora, che ha protetto i propri dati di importazione. Aziende simili, come Microsoft, Sony e Google continuano ad avere i dati dei viaggi dei loro prodotti esposti al pubblico.” Questo è quanto affermato dal CEO della Trade Privacy, Andrew Park anche detto DeWitt.
Apple già qualche anno fa si era dimostrata preoccupata per questo genere di trapelazioni e già all’epoca era corsa ai ripari per salvaguardare quelle che sono le sue strategie.
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